BIOGRAFIA
Approfondimenti: Biografia
di Renato Meneghetti versione estesa
Renato Meneghetti
nasce a Rosà (Vicenza). Inizia a dipingere giovanissimo e la sua opera
di artista si compie ora nella fortezza di Ezzelino da Romano dove è vissuto
in giovinezza, ora nelle diverse ville palladiane che ha restaurato e abitato.
Dopo i primi interventi, presentati negli anni Sessanta da amici e artisti
come Fontana, Munari, Guiducci e una sequela di concorsi ed esposizioni giovanili,
inizia una attività espositiva
che lo vedrà presente nelle più importanti sedi museali nazionali
ed internazionali.
Dal 1979
una inedita ricerca nell’uso delle più avanzate tecnologie
della comunicazione e della riproduzione virtuale di immagini,
corpi e oggetti in radiografia. Proiezioni e pitture visive, faranno percepire
con più esattezza il messaggio che evoca la luce come potere e energia.
Predilige la pittura, strumento visibile della capacità rivoluzionaria
dell’arte e ne difende la destinazione sociale.
Studiosi e storici dell’arte come F.Zeri, Sir D.Mahon, U.Kultermann, hanno
dichiarato l’interesse per la sua opera ospitata in molti musei nel mondo.
Si è impegnato senza regolarità in altre espressioni, come la musica: La
Biennale di Venezia, 1982), il cinema (XL Mostra Internazionale del
Cinema, La Biennale di Venezia, 1983), il multimediale (50esima Esposizione
Internazionale d’Arte, La Biennale di Venezia, 2003),
le grandi installazioni presso La Biennale Architettura 2010, 54° Esposizione
Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia 2011 in tre sezioni:
Padiglione Italia – Arsenale, Iniziativa speciale del padiglione Italia,
Tesa 99, facciate Tese 101, 102 – Arsenale Novissimo.
Del 1997 è la mostra “Meneghetti:
Radiografie 1982/1997 a cura di M.Goldin, Museo di Palazzo Sarcinelli,
Conegliano Veneto.
Del 1998 le personali di Parigi e Londra. Nel 1999 espone al National Museum
of Fine Arts di Malta a cura di D. Cutajar e all’Ephesus Museum di Efeso.
Nel 2000 il Palazzo della Ragione di Padova ospita la grande antologica “Sull’orlo del Terzo Millennio: “Pittura e altre arti 1954/2000”, a cura di G.Dorfles e V.Sgarbi. Nell’occasione
Gillo Dorfles ha dichiarato: “Le radiografie di Meneghetti sono
l’unico fatto nuovo nell’arte italiana degli ultimi vent’anni”. Nello stesso anno alla Mole Vanvitelliana di Ancona: “Al di là dell’occhio” Radiografie 1979/2000”,
a cura di G.Dorfles e W.Guadagnini.
Seguono, nel 2002, “Trasparenze: corpi ed altro. Radiografie”, Museo Nazionale di Bratislava, a cura di I.Jancàr e “Installations X-Rays”,
Museum of Arts PGA, Zilina, a cura di M.Putisova e M.Mazur.
Nel 2006, la città di Roma per la prima volta dedica ad un artista
una grande mostra personale in quattro sedi: Museo Nazionale di Palazzo Venezia,
Complesso Monumentale del Santo Spirito in Sassia, Sala 1 Scala Santa, Archivio
Centrale dello Stato: “Meneghetti a Roma”, a cura di A.Bonito Oliva, introduzione di Claudio Strinati. Monografie dedicate al lavoro di Meneghetti sono state pubblicate da: Marsilio a cura di M.Goldin, Skira a cura di G.Dorfles, Skira a cura di V.Sgarbi, Electa a cura di A.Bonito Oliva.
Nel 2010 tra le varie mostre spiccano le personali: Berlino, Factory Art Gallery;
Milano, Ass. Cult. Società Umanitaria; Bologna, Spazio Gianni Testoni;
Parma, Contemporaneamente ArtGallery. Tra le collaterali: Basilea, ArtBasel,
Volta6, Liste15; Roma, Macro Testaccio; Venezia, 12. Biennale Architettura
Spazio Thetis Culture-Nature e Torre di Porta Nuova Arsenale di Venezia. Tra
le collettive: Faenza, MIC.
Nel 2011 la città di Bassano del Grappa dedica al concittadino una
mostra in tre sedi museali: Museo civico, Palazzo Agostinelli, Museo della
Ceramica di Palazzo Sturm. Le mostre concludono il percorso “I Bassano ai Raggi X. Segreti nei Capolavori del Museo”.
Segue una massiccia presenza alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte
La Biennale di Venezia 2011 in tre sezioni:
Padiglione Italia – Arsenale con l’opera “Il Cristo morto del Mantega”;
Iniziativa speciale del padiglione Italia alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte per il 150° dall’ Unità d’Italia Tesa 99 con l’installazione ”Sottopelle” - Arsenale Novissimo, Tese 101, 102 con l’opera “La bugia – anche gli elefanti hanno il naso lungo” -
Arsenale Novissimo.
Nei venti anni che chiudono questo secolo le opere di Meneghetti sono un continuum di esperienze cine-grafico-fotografiche, tecniche moderne e molto antiche, tuffate nella magica vetrofania delle camere ottiche. Meneghetti vive a ridosso del mondo dell’arte e del suo ‘sistema’ dosando puntualmente con discrezione le forme e i tempi della sua presenza pubblica. Questo modo di sottrarsi e di essere presente riassume il senso poetico di chi ama guardare ben oltre il basso profilo della attuale decadenza, con una posizione tutt’altro che cinica, perché ricca di vita e di speranza fin dentro la linea della “non speranza”. Ed è l’originalità di un simile sguardo, così isolato e così comunicante, a indicarci la presenza rara e preziosa di un autentico stile.